Martedì 21 Ottobre 2008 il San Ferdinando ha ufficialmente restituito il suo palcoscenico alla città ospitando il primo spettacolo della sua prima programmazione teatrale, dopo circa un anno dalla riapertura al pubblico del 30 settembre 2007, quando la traduzione in napoletano barocco de “La Tempesta” di Shakespeare, elaborata da Eduardo nel 1984, calcò nuovamente le scene a seguito di più di 20 anni di chiusura. In quell'occasione l'inaugurazione dello Spazio di Eduardo, oggetto della caparbia volontà del Comune di riappropiazione di un luogo simbolo della cultura teatrale napoletana, fornì il volano per l'inclusione dello stesso negli spazi utilizzati per il Napoli Teatro Festival.
La Prima della Prima del 21 ottobre ha dedicato ad un pubblico scelto lo spettacolo di apertura a cui ha fatto seguito la presentazione de “Quaderni del San Ferdinando”, raccolta di poesie e racconti, testimoni dell'immanente fermento culturale che continua ad innervare con testarda vivacità la Città.
La Piazza dedicata ad Eduardo al suo debutto non indossava lucidi abiti di festa, rappresentando, invece, una perpetua metafora delle antitetiche anime di Napoli: cultura e degrado, della cui aura romantica la nostra coscienza civica impone il dovere di non crogiolarci ulteriormente. La piazza ha rappresentato il limite tangibile tra Il Fuori e il Dentro del Teatro costituendo un diaframma reale della contaminazione sociale che anima da sempre il tessuto della nostra città, dove intellettuali e svogliati, professionisti e pionieri delle più ardite attività, borghesia e popolo hanno sempre condiviso con esiti vivaci e spesso proficui i luoghi del tessuto urbano,
Uno spazio senza regole quello della piazza, perché abbandonato a se stesso ovvero regalato alla longa manus dell'inciviltà partenopea: discarica, campo di calcio elettivo delle amatoriali partire di Napoli est a cui partecipano teppisti in erba di San Lorenzo e del Vasto, parcheggio, luogo di ricreazione. La sera della prima l'immondizia, riempiti fino all'orlo cassonetti, era riversa a terra mista ad abiti dismessi e rifiuti eccezionali: materassi, mobili e imballaggi. Alle ripetute segnalazioni degli utenti del quartiere non è seguito provvedimento alcuno lasciando gli illustri ospiti del teatro nella multiforme immondizia. Seduti in platea gli Assessori comunali, Tony Servillo, Andrea Renzi, Davide Morganti e attori emergenti dopo lo spettacolo hanno potuto godere della piazza scenograficamente allestita come nella sua ordinaria gestione. Per quanto ancora il popolo sensibile alla cultura e quello che vorrebbe provare a praticarla, si deve imporre di chiudere gli occhi e otturarsi il naso per fingere di vivere una normalità perché assuefatto alla quotidiana usurpazione delle incivile e barbarica violenza?
2 commenti:
E' difficile ed imbarazzante criticare la piazza, quando non si guarda in "casa propria" e si nota che anche la gestione dello stabile del Teatro San Ferdinando è incivile. Perchè? Forse c'è da chiedere a chi lo amministra e a chi lo consente...chissà...
Una cosa che non capisco é perché a Napoli, al contrario di qualsiasi altra cittá, i cassonetti vengono lasciati aperti, senza coperchio. Lo spettacolo é desolante!!
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